Quando il calore dell’estate ci mette alla prova raggiungendo il suo culmine, la terra si tinge di oro e la natura ci invita a compiere un gesto antico: raccogliere ciò che abbiamo coltivato e celebrare, ma anche accettare ciò che non è arrivato secondo le nostre aspettative.
Il significato spirituale di Lammas e Lughnasadh ci racconta di un profondo legame tra l’essere umano e la Terra. Un tempo in cui la spiritualità aveva il volto femminile della Grande Madre e la sacralità dei cicli della vita (vita, morte, rinascita) era ovunque. Come cambierebbe la nostra quotidianità se imparassimo ad ascoltare e a rispettare i tempi del nostro personale raccolto?
È probabile che tu conosca la festa di Ferragosto, ma forse raramente ti sei soffermata sulle sue radici più antiche e sul significato simbolico di questo momento dell’anno. Eppure, sentiamo tutte un bisogno viscerale di ritrovare un contatto autentico con i ritmi della Natura, che io amo chiamare la Spirale dell’anno.
In questo articolo ti accompagnerò alla scoperta di Lammas o Lughnasadh, non solo come antiche tradizioni, ma come un’opportunità per fare un bilancio interiore, coltivare la gratitudine e allinearci con la spirale dell’anno.

La Ruota dell’Anno e Lughnasadh: significato spirituale del raccolto.
La Spirale dell’Anno: un tempo ciclico
Ogni passaggio della Ruota dell’Anno (o spirale) racchiude in sé il mistero della ciclicità. Dopo il massimo splendore estivo il Sole comincia lentamente a calare e la notte riprende spazio. Tutto ci parla di questo principio eterno: nascita, crescita, culmine, trasformazione, decrescita e riposo.
Comprendere il tempo circolare può regalarci una profonda sensazione di pace: ci ricorda che c’è un tempo per seminare e uno per raccogliere, uno per la fatica e uno per il meritato riposo in ogni fase della nostra vita, sia esso annuale che esistenziale.
I tre momenti del raccolto secondo le tradizioni contadine
Nella tradizione, il tempo del raccolto non si esaurisce in una giornata lavorativa o durante tutto l’anno, ma si snoda attraverso tre grandi tappe:
- Lammas / Lughnasadh (1° Agosto): la prima festa del raccolto, la mietitura e la celebrazione del grano e dei primi frutti.
- Mabon / Equinozio d’Autunno (21 Settembre): il secondo raccolto, il momento dell’equilibrio e della vendemmia.
Samhain (31 Ottobre): il terzo e ultimo raccolto, il passaggio verso la stagione scura e il riposo fisiologico che la natura ci chiede.
Lammas o Lughnasadh: le origini del nome
Collocata tra il 31 luglio e i primi giorni di agosto, questa ricorrenza porta con sé due anime:
- Lughnasadh: di origine celtica, prende il nome dal Dio del fuoco e della luce, Lugh, e celebra la sacralità della terra madre fecondata e il sacrificio del re del grano.
- Lammas: nome di origine sassone (da Loaf-mass, ovvero “Messa delle Pagnotte”) nato con la cristianizzazione per indicare la benedizione del primo pane sfornato dal nuovo raccolto.
Il significato simbolico e spirituale del raccolto.
A metà strada tra il Solstizio d’Estate e l’Equinozio d’Autunno, Lammas segna la maturazione massima dei cereali e la seconda metà della bella stagione, in particolare alla nostra latitudine.
Ma come possiamo vivere questo momento a livello interiore?

Il Mistero del Grano: Vita, Morte e Rinascita
Fin dal Paleolitico, il grano e i cereali erano considerati sacri. Proviamo per un attimo a connetterci con la magia della maturazione dei cereali e al significato nutritivo del pane nei tempi, perché il grano racchiude in sé il mistero della vita e del nutrimento.
Inoltre quando la falce lo taglia viene svolto un sacrificio necessario, in quanto lo stelo muore affinché la spiga possa diventare farina e pane, portando vita e sopravvivenza.
Questa trasformazione alchemica ci ricorda il ciclo di vita, morte e rinascita e che per far entrare il nuovo è necessario portare a maturazione e poi saper lasciare andare ciò che ha terminato il suo ciclo, oppure lasciar andare ciò che non è più necessario.
Coltivare la gratitudine e l’accettazione
Lammas è il momento massimo in cui è il tempo di osservare il cesto che abbiamo fra le mani e riconoscere i frutti del nostro lavoro, delle nostre scelte e del nostro impegno.
E se quest’anno la tua terra ha prodotto solo erbacce? Imparare ad accettare un raccolto scarso e fare un bilancio interiore è il primo passo per per perdonarsi e ripartire. Anche se non è arrivato ciò che avevamo immaginato, non siamo le stesse persone di un anno fa. Abbiamo raccolto degli insegnamenti e ciò che conta è che ne osserviamo veramente i frutti.
Per esempio lavorando sui nostri pattern mentali, sulle nostre modalità che si ripetono e non ci permettono di essere chi vogliamo.
- Prova a scrivere in un foglio una situazione che hai rivissuto quest’anno che è identica ad altre che hai già affrontato e di cui non sei per niente contenta.
- Quale parola di arriva per descrivere come stai rispetto a questa cosa?
- Prova a scriverla in un foglio e vedere che effetto ti fa vederla scritta in grande. Stai lì, prova a stare con questa cosa.
Questo è il momento perfetto per spogliarci dell’insoddisfazione o godere della bellezza di ciò che siamo riuscite a realizzare nel nostro piccolo e celebrare con umiltà e gioia l’abbondanza che ci circonda, perché la bellezza a livello naturale, non manca mai.
Rituale del pane fatto in casa: come celebrare Lammas anche in appartamento.
Un rituale di gratitudine semplice per celebrare Lammas a casa, anche se vivi in un appartamento.

Come funziona:
- Se fai il pane preparalo oppure compra il tuo pane preferito.
- L’intenzione è ciò che conta: prima di infornare o spezzare il pane comprato incidi un simbolo di gratitudine, una croce o una spirale, quello che preferisci. Ad ogni taglio o gesto, pronuncia ad alta voce o interiormente una cosa specifica per cui sei grata dell’anno trascorso.
- Restituzione: Prima di mangiare la prima fetta, staccane un pezzetto e offrilo lasciandolo all’aperto (su un balcone, sotto un albero o in un vaso di fiori) come ringraziamento alla Terra.
- La condivisione: Il resto del pane viene spezzato rigorosamente con le mani e mangiato con una nuova consapevolezza.
Questo direi che rientra nei riti di gratitudine semplici, ma potentissimi, per la festa del raccolto.
Forse non torneremo a vivere esattamente come gli antichi, ma sicuramente avremo dedicato un tempo lento a noi stesse, regalandoci una connessione autentica con questa potente fase dell’anno.
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